{"id":5597,"date":"2020-03-28T03:27:57","date_gmt":"2020-03-28T02:27:57","guid":{"rendered":"https:\/\/neocatechumenaleiter.org\/discorsi-dei-papi\/s-giovanni-paolo-ii\/udienza-ai-presbiteri-delle-comunita-neocatecumenali-9-xii-1985\/"},"modified":"2020-04-25T18:16:24","modified_gmt":"2020-04-25T17:16:24","slug":"udienza-ai-presbiteri-delle-comunita-neocatecumenali-9-xii-1985","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/neocatechumenaleiter.org\/it\/discorsi-dei-papi\/s-giovanni-paolo-ii\/udienza-ai-presbiteri-delle-comunita-neocatecumenali-9-xii-1985\/","title":{"rendered":"Udienza ai presbiteri delle Comunit\u00e0 Neocatecumenali 9-XII-1985"},"content":{"rendered":"\n<h1 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\">Udienza ai presbiteri delle Comunit\u00e0 Neocatecumenali 9-XII-1985<\/h1>\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n<h4 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\">S. Giovanni Paolo II<\/h4>\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"596\" src=\"https:\/\/neocatechumenaleiter.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Camino_Neocatecumenal_Juan_Pablo_II_audiencia_privada_sacerdotes_1985.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1903\" srcset=\"https:\/\/neocatechumenaleiter.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Camino_Neocatecumenal_Juan_Pablo_II_audiencia_privada_sacerdotes_1985.jpg 768w, https:\/\/neocatechumenaleiter.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Camino_Neocatecumenal_Juan_Pablo_II_audiencia_privada_sacerdotes_1985-300x233.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/figure><\/div>\n\n<p><strong>Citt\u00e0 del Vaticano &#8211; Aula Paolo VI, 9 dicembre 1985 <\/strong><\/p>\n\n<p><em>Ai duemila sacerdoti delle Comunit\u00e0 Neocatecumenali ricevuti in udienza luned\u00ec 9, nell\u2019Aula Paolo VI, il Santo Padre ha rivolto il seguente discorso:<\/em><\/p>\n\n<p>Carissimi!&#013;\n&#013;\n1. Ho ascoltato con vivo interesse le parole che a nome di tutti voi mi ha rivolto Kiko Arg\u00fcello, il quale ha voluto descrivere come tutte le Comunita del Cammino Neocatecumenale, sparse nelle varie Nazioni, si siano impegnate nella continua preghiera e meditazione per il Sinodo Straordinario, che si \u00e8 celebrato a venti anni dalla conclusione del Concilio Vaticano.&#013;\n&#013;\nLa vostra partecipazione spirituale alla preparazione e la vostra presenza alla cerimonia conclusiva del Sinodo hanno voluto essere una manifestazione significativa e solenne della vostra fedelt\u00e0 a Cristo Redentore e alla Chiesa pellegrina, che trasmette agli uomini la grazia, in particolare nei segni sacramentali, che fanno memoria e rendono attuale l\u2019efficacia della Redenzione.&#013;\n&#013;\nMi \u00e8 gradito in questa udienza ricordare i tanti incontri, che ho avuto con varie vostre Comunit\u00e0, in particolare nelle visite pastorali nella mia diocesi di Roma, incontri nei quali ho incoraggiato la vostra esperienza spirituale, che si fonda sul valore basilare del sacramento del Battesimo, nella consapevolezza che realizzare la dimensione battesimale significa, principalmente, <strong>vivere l\u2019identit\u00e0 autentica dell\u2019essere cristiani<\/strong>; significa unirsi intimamente a Cristo Eucaristia: significa amare concretamente ed efficacemente tutti gli uomini come fratelli in Cristo; significa impostare ed indirizzare le proprie scelte morali in conformit\u00e0 e in sintonia con le promesse battesimali. \u00ab<strong>Questo cammino, cammino della fede<\/strong>, cammino del Battesimo riscoperto \u2013 ho detto ai vostri amici della parrocchia dei Santi Martiri Canadesi in Roma \u2013 <strong>deve essere un cammino dell\u2019uomo nuovo<\/strong>; questi vede qual \u00e8 la vera proporzione, o meglio, la sproporzione della sua entit\u00e0 creata, della sua creaturalit\u00e0 rispetto al Creatore, alla Sua maest\u00e0 infinita, al Dio redentore, al Dio santo e santificante, e cerca di realizzarsi in quella prospettiva\u00bb (<em>Insegnamenti di Giovanni Polo II, <\/em>III, 2 [1980], p. 1044)<\/p>\n\n<p>2. La maggior parte di voi \u00e8 costituita da un numeroso gruppo di parroci e sacerdoti, che lavorano nell\u2019ambito del Cammino Neocatecumenale. Il Concilio Vaticano II ha dedicato la sua attenzione e le sue cure anche al ministero ed alla vita sacerdotale nel decreto <em>Presbyterorum Ordinis<\/em>, solennemente approvato il 7 dicembre del 1965. In tale importante Documento \u2013 che vi invito a rimeditare \u2013 il Concilio, basandosi sulla Parola di Dio, sull\u2019insegnamento dei Padri, del Magistero, e sulla viva Tradizione del Popolo di Dio, sottolineava che i presbiteri, in virt\u00f9 della sacra ordinazione e della missione che ricevono dai Vescovi, \u00ab<strong>sono promossi al servizio di Cristo Maestro, Sacerdote e Re, partecipando al suo ministero, per il quale la Chiesa qui in terra \u00e8 incessantemente edificata in Popolo di Dio, Corpo di Cristo e Tempio delIo Spirito Santo<\/strong>\u00bb (<em>Presbyterorum Ordinis<\/em>, 1).&#013;\n&#013;\nVoi, parroci e sacerdoti presenti, desiderate certamente anche una parola del Papa per comprendere ancor meglio quello che la Chiesa oggi attende da voi. Lo faccio ben volentieri, perch\u00e9 sono certo che la mia esortazione non potr\u00e0 non avere un influsso positivo e benefico anche sulle vostre Comunit\u00e0 e sui singoli, in ordine alla loro presenza nella realt\u00e0 ecclesiale.<\/p>\n\n<p>3. Gli obiettivi che si propongono le vostre Comunit\u00e0 Neocatecumenali corrispondono certamente ad uno degli interrogativi pi\u00f9 angosciosi dei pastori di anime di oggi, specialmente nei grandi agglomerati urbani. <strong>Voi intendete raggiungere la massa di battezzati adulti<\/strong>, ma poco istruiti nella fede, <strong>per condurli, attraverso un cammino spirituale, a riscoprire le radici battesimali della loro esistenza cristiana <\/strong>e per renderli sempre pi\u00f9 consapevoli dei loro doveri. In questo cammino l\u2019opera dei sacerdoti rimane fondamentale. Di qui la necessit\u00e0 che sia ben chiara la posizione che a voi spetta come guide delle Comunit\u00e0, affinch\u00e9 la vostra azione sia in sintonia con le reali esigenze della pastorale.&#013;\n&#013;\nLa prima esigenza che vi s\u2019impone \u00e8 di sapere mantener fede, all\u2019interno delle Comunit\u00e0, alla vostra identit\u00e0 sacerdotale. In virt\u00f9 della sacra Ordinazione, <strong>voi siete stati segnati con uno speciale carattere che vi configura a Cristo Sacerdote, in modo da poter agire in suo nome <\/strong>(cfr. <em>Presbyterorum Ordinis<\/em>, 2). II ministro sacro quindi dovr\u00e0 essere accolto non solo come fratello che condivide il cammino della Comunit\u00e0 stessa, ma soprattutto come colui che, agendo \u00abin persona Christi\u00bb, porta in s\u00e9 la responsabilit\u00e0 insostituibile di Maestro, Santificatore e Guida delle anime, responsabilit\u00e0 a cui non pu\u00f2 in nessun modo rinunciare. I laici devono poter cogliere queste realt\u00e0 dal comportamento responsabile che voi mantenete. Sarebbe un\u2019illusione credere di servire il Vangelo, diluendo il vostro carisma in un falso senso di umilt\u00e0 o in una malintesa manifestazione di fraternit\u00e0. Ripeter\u00f2 quanto gi\u00e0 ebbi occasione di dire agli Assistenti Ecclesiastici delle Associazioni Internazionali Cattoliche: \u00abNon lasciatevi ingannare!&#013;\n&#013;\n<strong>La Chiesa vi vuole sacerdoti, e i laici che incontrate vi vogliono sacerdoti e niente altro che sacerdoti. <\/strong>La confusione dei carismi impoverisce la Chiesa, non la arricchisce\u00bb (<em>Discorso <\/em>del 13 settembre 1979, n.4: <em>Insegnamenti di Giovanni Paolo II, <\/em>II\/2 [1979], p. 1391).<\/p>\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"360\" height=\"244\" src=\"https:\/\/neocatechumenaleiter.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Camino_Neocatecumenal_Juan_Pablo_II_audiencia_privada_sacerdotes_19852.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1910\" srcset=\"https:\/\/neocatechumenaleiter.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Camino_Neocatecumenal_Juan_Pablo_II_audiencia_privada_sacerdotes_19852.jpg 360w, https:\/\/neocatechumenaleiter.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Camino_Neocatecumenal_Juan_Pablo_II_audiencia_privada_sacerdotes_19852-300x203.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px\" \/><\/figure><\/div>\n\n<p>4. Otro cometido delicado e irrenunciable que os espera es el de fomentar la comuni\u00f3n eclesial, no s\u00f3lo dentro de vuestros grupos, sino con todos los miembros de la comunidad parroquial y diocesana. Cualquiera que sea el servicio confiado a vosotros, sois siempre los representantes y los \u201cprovidi cooperatores\u201d del Obispo, a cuya autoridad os sentir\u00e9is particularmente unidos. En efecto, en la Iglesia es derecho y deber del Obispo dar las directrices para la actividad pastoral (Cfr. <i>Codex Iuris Canonici<\/i>, can. 381 ss.), y todos tienen la obligaci\u00f3n de conformarse a ellas. Haced de manera que vuestras Comunidades, sin perder nada de su originalidad y riqueza, se inserten armoniosa y fructuosamente en la familia parroquial y en la diocesana. As\u00ed s1le expresaba al respecto, el a\u00f1o pasado, con ocasi\u00f3n de la Asamblea plenaria de la Congregaci\u00f3n para el Clero: \u201cSer\u00e1 cometido de los pastores hacer un esfuerzo para que las parroquias se beneficien de la aportaci\u00f3n de los valores positivos que pueden poseer estas comunidades y, por consiguiente, abrirse a ellas. Pero quede bien claro que estas comunidades no pueden colocarse en el mismo plano que las mismas comunidades parroquiales como posibles alternativas. Por el contrario, tienen el deber de servir a la parroquia y a la Iglesia particular. Y a partir precisamente de este servicio, prestado al conjunto parroquial diocesano, se evidenciar\u00e1 la validez de las experiencias respectivas dentro de los Movimientos o Asociaciones\u201d (IOANNIS PAULI PP. II <i>Allocutio ad \u201cPlenarium\u201d Congregationis pro Clericis<\/i>, 7, die 20 oct. 1984: <i>Insegnamenti di Giovanni Paolo II<\/i>, VII, 2 (1984) 986).<\/p>\n\n<p>5. Quisiera indicaros otro punto de reflexi\u00f3n. Ejerciendo vuestro ministerio en la gu\u00eda de las Comunidades Neocatecumenales, sent\u00edos destinados no s\u00f3lo a un grupo particular, sino al servicio de toda la Iglesia. \u201cEl don espiritual que los presb\u00edteros recibieron en la ordenaci\u00f3n -nos recuerda el Concilio Vaticano II no los prepara a una misi\u00f3n limitada y restringida, sino a la misi\u00f3n universal y ampl\u00edsima de salvaci\u00f3n\u2026, pues cualquier ministerio sacerdotal participa de la misma amplitud universal de la misi\u00f3n confiada por Cristo a los Ap\u00f3stoles\u201d <em>(Presbyterorum Ordinis. 10)<\/em>. La conciencia de esta misi\u00f3n y la necesidad de conformarnos a ella, deben ayudarnos a dar un aliento cada vez m\u00e1s amplio a vuestras iniciativas apost\u00f3licas, para estar abiertos a los problemas y a las necesidades de toda la Iglesia. Adem\u00e1s, esta misma conciencia, haci\u00e9ndoos vivir y sentir mayormente el v\u00ednculo de comuni\u00f3n con la Iglesia universal, con su Cabeza visible y con los obispos, os facilitar\u00e1 el cometido muy importante que est\u00e1 reservado a los sacerdotes en el seno de las Comunidades, es decir, la vigilancia sobre la rectitud de comportamiento, tanto en las ideas como en las actividades. Reforzad cada vez m\u00e1s en vosotros, amad\u00edsimos sacerdotes, este v\u00ednculo vital con toda la catolicidad. Os ayudar\u00e1 mucho especialmente cuando os sint\u00e1is cansados o descorazonados al ver vuestros esfuerzos no correspondidos por la sordera y la indiferencia de los corazones; entonces podr\u00e9is consolaros pensando que no est\u00e1is solos y que vuestro trabajo, si encuentra fracasos en una parte del Cuerpo M\u00edstico de la Iglesia, sin embargo, no es in\u00fatil, porque Dios lo hace servir para el bien de toda la Iglesia.<\/p>\n\n<p>6. Amad\u00edsimos sacerdotes, finalizo este grato encuentro con vosotros renovando mi confianza en vuestro servicio eclesial y exhort\u00e1ndoos a poner toda vuestra confianza en Aquel que os ha amado con amor de predilecci\u00f3n y os ha llamado a participar en su sacerdocio. Precisamente por esto San Pablo nos recuerda que en todas las tribulaciones \u201cvencemos por Aquel que nos am\u00f3\u201d <em>(Rom. 8,37)<\/em>. Termino con la exhortaci\u00f3n del autor de la Carta a los Hebreos: \u201cNo perd\u00e1is, pues, vuestra confianza, que tiene una gran recompensa, para que cumpliendo la voluntad de Dios, alcanc\u00e9is la promesa\u201d <em>(Heb. 10,35-36).<\/em> Bajo la mirada de Mar\u00eda Inmaculada, Madre de los Sacerdotes y Reina de los Ap\u00f3stoles, continuad con nuevo entusiasmo vuestro camino, y que os acompa\u00f1e, as\u00ed como a todas las Comunidades Neocatecumenales confiadas a vuestra gu\u00eda, mi Bendici\u00f3n Apost\u00f3lica.&#013;\n&#013;\nVoglio aggiungere ancora: buon Natale a tutti.<\/p>\n\n<p>Ho trovato tra voi molti sacerdoti, ma anche tanti laici, tanti sposi itineranti. Devo dirvi che i primi che sono andati a Betlemme, che hanno riconosciuto il mistero dell\u2019Incarnazione, erano itineranti: erano pastori. Poi, lo stesso Ges\u00f9 si \u00e8 fatto itinerante a trent\u2019anni, cominciando con la dichiarazione messianica a Nazareth. Egli, inoltre, fece itineranti tutti i suoi apostoli, inviandoli in tutto il mondo. La Chiesa, pertanto, \u00e8 certamente itinerante, in cammino, e possiamo dire che anche il Papa cerca sempre pi\u00f9 di essere itinerante, anche se con metodi pi\u00f9 \u00absofisticati\u00bb e, forse, meno autentici dei vostri, perch\u00e9 voi siete itineranti poveri, senza aerei. Ma auguriamo a tutti noi, Papa incluso, di essere sempre, con tutti i mezzi possibili, itineranti del Vangelo, cio\u00e8 itineranti del Mistero, di questo Mistero che ci \u00e8 stato rivelato dalla nascita di Ges\u00f9, dall\u2019incarnazione del Figlio di Dio, e, poi, dalla sua missione, dalla sua morte sulla croce e dalla sua risurrezione. Cos\u00ec ci \u00e8 stata rivelata una vita, una vita nuova, una vita divina, una vita eterna. Noi siamo itineranti di questa vita. Non sarebbe possibile per noi essere itineranti di questa vita, della vita eterna, se la stessa vita non ci fosse stata data prima. Noi abbiamo gi\u00e0 questa vita e questa vita ci spinge, questa vita ci viene da Ges\u00f9 Cristo, questa vita ci viene tramite Ges\u00f9 Cristo dallo Spirito Santo. Lui \u00e8 sorgente della vita divina nelle creature, \u00e8 sorgente della vita divina in noi uomini. \u00c8 Lui che ci spinge. Ci spinge Ges\u00f9 Cristo itinerante, itinerante del Padre, perch\u00e9 \u00e8 il Padre che Lo ha inviato e che Lo ha fatto itinerante tra noi.<\/p>\n\n<p>Ci spinge, dunque, Ges\u00f9 Cristo itinerante, inviato, missionario, perch\u00e9 Verbo di Dio nella missione, \u00abmissiones divinarum personarum\u00bb&#013;\n\u2013 cos\u00ec ho imparato da San Tommaso. Missio vuol dire \u00abessere mandati\u00bb e perci\u00f2 essere itineranti. Cristo ci spinge nello Spirito Santo, perch\u00e9 anche lo Spirito \u00e8 inviato, inviato in modo diverso, non come Cristo, non in forma visibile, umana, incarnata, uno Spirito Santo non incarnato, ma inviato. La sua missione si pu\u00f2 dire ancora pi\u00f9 penetrante, perch\u00e9 scende su ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 intimo nell\u2019uomo, in ogni creatura. Come diceva Sant\u2019Agostino: \u00abIntimior intimo meo\u00bb. Ecco la missione dello Spirito Santo, dello Spirito inviato. E voi vi fate itineranti con la forza di quel Figlio incarnato, che ci ha dato esempio della missione visibile. E voi vi fate itineranti, con la forza dello Spirito Santo, della missione invisibile. Grazie alla missione del Figlio e dello Spirito Santo, avendo quella vita che tramite loro viene dal Padre, voi divenite itineranti. Come diceva S. Paolo, la missione ci spinge: guai a me se non evangelizzassi! Vi auguro questo gaudio che \u00e8 proprio delle feste natalizie, vi auguro il gaudio dei pastori itineranti che hanno trovato la via verso Betlemme. Vi auguro il gaudio che viene da coloro che si convertono. Tra voi ci sono molti convertiti che hanno ritrovato Cristo, hanno ritrovato Dio venendo molte volte dalla sponda contraria. Vi auguro ancora il gaudio che viene dalla conversione delle persone, delle anime. Come ci ha detto Cristo: \u00abVi \u00e8 gioia pi\u00f9 grande in cielo per un peccatore che si converte che non per novantanove giusti\u00bb. Vi auguro questo gaudio e che cos\u00ec sia ricompensata la vostra itineranza e il vostro Cammino Neocatecumenale.<\/p>\n\n<p>Di nuovo vi auguro \u00abBuon Natale\u00bb. Lo dico in italiano per facilit\u00e0, ma lo si dovrebbe dire in tante lingue. Voglio estendere questo augurio di Buon Natale a tutte le Comunit\u00e0, a tutti i popoli dai quali provenite, ai vostri parrocchiani, ai vostri confratelli, alle vostre famiglie. Sia lodato Ges\u00f9 Cristo.&#013;\n&#013;\n(*) Cfr. \u00abL&#8217;Osservatore Romano\u00bb, 11 dicembre 1985.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Udienza ai presbiteri delle Comunit\u00e0 Neocatecumenali 9-XII-1985 S. Giovanni Paolo II Citt\u00e0 del Vaticano &#8211; Aula Paolo VI, 9 dicembre 1985 Ai duemila sacerdoti delle Comunit\u00e0 Neocatecumenali ricevuti in udienza luned\u00ec 9, nell\u2019Aula Paolo VI, il Santo Padre ha rivolto il seguente discorso: Carissimi!&#013; &#013; 1. 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