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Cammino Neocatecumenale

I Carismi

Grazie all’annuncio del Vangelo e al cambio di vita che comporta l’iniziazione cristiana all’interno di una piccola comunità, molti tra giovani, adulti, e anche famiglie intere sentono la chiamata di Dio a dare la loro vita e la loro testimonianza di fede.
In questi anni lo Spirito Santo ha suscitato nel Cammino Neocatecumenale diverse forme di evangelizzazione, di missione apostolica e di consacrazione, che sono state confermate e incoraggiate dai diversi Pontefici della Chiesa. 

CATECHISTI-ITINERANTI  /  FAMIGLIE IN MISSIONE  /  LA MISSIO AD GENTES  /  COMMUNITATES IN MISSIONEM
SEMINARI DIOCESANI-MISSIONARI REDEMPTORIS MATER  /  CARISMI MISSIONARI E VITA CONSACRATA

 


Parroquia comunidad de comunidades

Después del anuncio del Kerigma surgen comunidades en la parroquia, hermanos que viven esta iniciación cristiana. Progresivamente comienzan a aparecer entre ellos los signos de la Fe, el amor al enemigo. Este milagro moral llamará a los alejados al encuentro con Jesucristo. Y la comunidad cristiana llevará el Amor de Dios a todos los hombres.

«Vosotros no solo hacéis apostolado porque sois lo que sois, en un estímulo por redescubrir y recuperar los valores cristianos verdaderos, auténticos, efectivos que de otra manera podrían permanecer casi diluidos en la vida ordinaria. ¡No! vosotros los ponéis en evidencia, los hacéis emerger, y les dais un esplendor moral verdaderamente ejemplar porque, así, con este espíritu cristiano, vosotros vivís esta comunidad Neocatecumenal…

¡Cuanta alegría y cuanta esperanza nos dais con vuestra presencia y vuestra actividad! Sabemos que en vuestras comunidades trabajáis juntos para comprender y desarrollar las riquezas de vuestro Bautismo y las consecuencias de vuestra pertenencia a Cristo…

Vivir y promover este despertar es a lo que vosotros llamáis una forma de “post-Bautismo” que podrá renovar en las comunidades cristianas de hoy los efectos de madurez y profundización que se realizaron en la Iglesia primitiva desde el período de preparación para el Bautismo…

Vosotros lo lleváis después: el antes o el después, diría, es secundario. El hecho es que vosotros miráis a la autenticidad, a la plenitud, a la coherencia, a la sinceridad de la vida cristiana».

S. Pablo VI, 8 de mayo de 1974

«La praxis y la norma de la Iglesia han introducido el hábito sagrado de conferir el bautismo a los recién nacidos, dejando que el rito bautismal concentrase litúrgicamente la preparación que, en los primeros tiempos, cuando la sociedad era profundamente pagana, precedía el bautismo, y que era llamado catecumenado. Pero en el ambiente social de hoy este método necesita ser integrado por una instrucción, por una iniciación al estilo de vida propio del cristiano, siguiendo el bautismo, es decir, de una asistencia religiosa, de un entrenamiento práctico a la fidelidad cristiana, de una inserción efectiva en la comunidad de los creyentes, que es la Iglesia…

He aquí el renacimiento del nombre «catecumenado», que ciertamente no quiere invalidar ni disminuir la importancia de la disciplina bautismal vigente, sino que la quiere aplicar con un método de evangelización gradual e intensivo, que recuerda y renueva en cierto modo el catecumenado de otros tiempos. Quien ha sido bautizado necesita entender, repensar, apreciar, para secundar la inestimable fortuna del sacramento recibido».

S. Pablo VI, 12 de enero de 1977

 


Catechisti-Itineranti

Uno dei principali carismi o frutti del Cammino è quello dei catechisti-itineranti. È grazie a loro che si è esteso ai cinque continenti. L’equipe responsabile internazionale del Cammino costituisce equipes di catechisti itineranti, formati normalmente da un presbitero, un matrimonio e un celibe, o un presbitero, un celibe e una nubile per essere inviati a diocesi lontane ad iniziare e guidare la realizzazione del Cammino Neocatecumenale.

Gli itineranti rispondono così alle richieste delle diocesi lontane, e il Cammino fa un invito ai fratelli ad offrire la loro disponibilità per essere inviati in qualunque parte del mondo. Quelli che si sentono chiamati da Dio offrono la loro disponibilità.

Gli itineranti ricevono questa missione nelle convivenze, dove l’equipe responsabile del Cammino, o altri da loro indicati, verifica la disponibilità e coordina il lavoro degli itineranti, in una dinamica di “sistole e diastole”, secondo l’esempio del Signore che inviava i suoi apostoli in missione, e poi li riuniva in disparte per ascoltare i prodigi che lo Spirito Santo realizzava con loro.

Il catechista itinerante resta unito alla sua parrocchia e alla sua comunità, dove ritorna regolarmente per partecipare al Cammino. Inoltre, il catechista itinerante accetta di vivere la sua missione nella precarietà, nella libertà di interromperla in qualsiasi momento, informando il vescovo ad quem e l’equipe responsabile del Cammino. 

 


Carismi missionari e vita consacrata

Nelle diverse forme di evangelizzazione che porta avanti il Cammino, è necessaria la presenza di uomini e donne celibi con vocazione missionaria per sostenere, accompagnare e evangelizzare tanto nelle missio ad gentes che nelle equipes di catechisti itineranti, nei seminari e nelle parrocchie. Perciò, nelle convivenze internazionali sono inviati uomini e donne che, vivendo questo itinerario di fede sentano la chiamata di Dio a dare la vita per la nuova evangelizzazione.
Dall’inizio del Cammino Neocatecumenale, centinaia di ragazze che hanno intrapreso questa iniziazione cristiana hanno sentito la vocazione alla vita consacrata e sono entrate in diversi monasteri di tutto il mondo

 


Seminari diocesani-missionari Redemptoris Mater

Il 26 agosto 1986 Giovanni Paolo II accolse con entusiasmo la proposta di Kiko, Carmen e padre Mario di instituire a Roma un Seminario Diocesano Missionario per la formazione di presbiteri per la nuova Evangelizzazione, e incaricò il Cardinale Ugo Poletti, vicario di Sua Santità, di erigerlo.

Da quel momento sono stati eretti 122 seminari, che hanno 3 caratteristiche fondamentali: sono diocesani, missionari e internazionali. All’interno della formazione accademica, umana e spirituale di questi seminari si include un periodo di evangelizzazione missionaria, e una volta ordinati presbiteri, il Vescovo diocesano, dopo alcuni anni di lavoro nelle parrocchie, permette di partire per servire nelle diverse modalità di missione portate avanti dal Cammino Neocatecumenale, secondo quanto stabilito e approvato dal Vaticano e dagli Statuti.

Il seminario è retto dal Vescovo diocesano e accoglie giovani che hanno scoperto la vocazione grazie all’itinerario neocatecumenale di iniziazione cristiana. Nel seminario, la formazione Cristiana attraverso il Cammino Neocatecumenale in comunità è un elemento specifico e fondamentale del percorso formativo.

Negli anni successivi, numerosi vescovi hanno seguito l’esempio del Santo Padre aprendo altri seminari.

Dal 1990, anno delle prime ordinazioni, fino ad oggi, i presbiteri ordinati nei seminari Redemptoris Mater sono circa 2.380. Attualmente 2.300 giovani si stanno preparando per la santa ordinazione.

 


Famiglie in missione

Nel 1985 Kiko, Carmen e il padre Mario presentarono a Giovanni Paolo II un progetto – accolto da quest’ultimo con grande entusiasmo– per rievangelizzare il Nord Europa con l’invio di famiglie missionarie accompagnate da un presbitero. Nel 1986 il Papa inviò le prime tre famiglie: una al nord della Finlandia, un’altra ad Amburgo (Germania) e la terza a Strasburgo (Francia). Nel 1987 furono inviate le prime 3 famiglie ai così chiamati “pueblos jóvenes” dell’America Latina.

Il 30 dicembre 1988 Giovanni Paolo II arrivò in elicottero al Centro Internazionale del Cammino Neocatecumenale a Porto San Giorgio per inviare 72 famiglie in tutto il mondo. “Chiesa Santa di Dio, tu non puoi fare la tua missione, tu non puoi compiere la tua missione nel mondo, se non attraverso la famiglia e la sua missione”. “La Santa Famiglia non è altro che questo: la famiglia umana in missione divina. Famiglia in missione, Trinità in missione. Dovete aiutare la famiglia, dovete proteggerla contro ogni distruzione”, disse quel giorno Giovanni Paolo II.

Da allora, quasi 1.800 famiglie sono state inviate dagli ultimi Pontefici ai cinque continenti per evangelizzare con la loro testimonianza di vita cristiana ad immagine della Santa Famiglia di Nazaret, e attraverso diversi compiti relativi alla missione.

Sono famiglie che, dopo anni di questo itinerario di formazione postbattesimale, molte delle quali ricostruite, si sentono grate per l’opera di salvezza che Dio ha realizzato in esse. Queste famiglie, la maggior parte con vari figli, si offrono per partire in missione, lasciando la comodità dei loro luoghi d’origine. Vanno in missione lì dove i vescovi vedono la necessità della testimonianza di una famiglia cristiana, vivendo e mettendo radici nelle chiese locali, e realizzando diverse opere evangelizzatrici, partecipando alla fondazione di nuove comunità cristiane.

 


La missio ad gentes

Nel 2006, Benedetto XVI inaugurò questa nuova forma di evangelizzazione inviando le prime 7 missio ad gentes. Ognuna di loro è costituita da un presbitero accompagnato da 4 o 5 famiglie con numerosi figli. Su richiesta del vescovo, la famiglia riceve il mandato di evangelizzare zone scristianizzate o pagane, con la missione di far presente una comunità cristiana, nella quale “siano perfettamente uno affinchè il mondo creda”.

Giovanni Paolo II, nel VI Simposio dei Vescovi Europei del 1985, indicó che per rispondere alla secolarizzazione dell’Europa era necessario tornare al primo modello apostolico.

Dopo 12 anni, molti lontani e pagani che non erano mai entrati in una chiesa, si avvicinano a queste comunità cristiane e iniziano un percorso di conversione o tornano ad avvicinarsi alla fede.

Queste comunità –che non partono da un tempio sacro, ma che vivono nel mondo– costituiscono un vero “cortile dei gentili, dove gli uomini possono avvicinarsi a Dio senza conoscerlo”, come precisò Benedetto XVI nel discorso alla curia romana del 2009.

Un elemento straordinario di tale esperienza sono i frutti di comunione ed unità che si danno dentro la famiglia stessa, tra genitori e figli.

Il 18 marzo 2016 il Papa Francesco inviò 250 famiglie, formando 50 nuove missio ad gentes per i cinque continenti. Durante questo incontro, lo stesso Francesco spiegò in cosa consiste questa modalità missionaria: “Le missio ad gentes si formano a richiesta dei vescovi delle diocesi alle quali sono destinate, e sono formate da 4 o 5 famiglie – la maggior parte di queste con più di quattro figli –, un presbitero, un giovane e due sorelle. Tutti loro formano una comunità che ha la missione di dare i segni di fede, per attrarre gli uomini alla bellezza del Vangelo”, spiegò.

Il Papa Benedetto XVI dal 2006 al 2012 ha inviato 58 missio ad gentes e il Papa Francesco ne ha inviate 128. In questo incontro ne invierà 36 nuove. Il numero di famiglie del Cammino in missione per la nuova evangelizzazione è di 1.668, con circa 6.000 figli, in 108 paesi dei 5 continenti, includendo le 216 misso ad gentes in 62 nazioni.
Dopo 12 anni, molti lontani e pagani che non erano mai entrati in una chiesa, si avvicinano a queste comunità cristiane e iniziano un percorso di conversione o tornano ad avvicinarsi alla fede.

Queste comunità –che non partono da un tempio sacro, ma che vivono nel mondo– costituiscono un vero “cortile dei gentili, dove gli uomini possono avvicinarsi a Dio senza conoscerlo”, come precisò Benedetto XVI nel discorso alla curia romana del 2009.

Un elemento straordinario di tale esperienza sono i frutti di comunione ed unità che si danno dentro la famiglia stessa, tra genitori e figli.

Il 18 marzo 2016 il Papa Francesco inviò 250 famiglie, formando 50 nuove missio ad gentes per i cinque continenti. Durante questo incontro, lo stesso Francesco spiegò in cosa consiste questa modalità missionaria: “Le missio ad gentes si formano a richiesta dei vescovi delle diocesi alle quali sono destinate, e sono formate da 4 o 5 famiglie – la maggior parte di queste con più di quattro figli –, un presbitero, un giovane e due sorelle. Tutti loro formano una comunità che ha la missione di dare i segni di fede, per attrarre gli uomini alla bellezza del Vangelo”, spiegò.

Il Papa Benedetto XVI dal 2006 al 2012 ha inviato 58 missio ad gentes e il Papa Francesco ne ha inviate 128. In questo incontro ne invierà 36 nuove. Il numero di famiglie del Cammino in missione per la nuova evangelizzazione è di 1.668, con circa 6.000 figli, in 108 paesi dei 5 continenti, includendo le 216 misso ad gentes in 62 nazioni.

Papa Francisco, 5 maggio 2018, ha inviato 34 nuove missio ad gentes in diverse parti del mondo in un incontro internazionale in occasione del 50a anniversario della nascita del Cammino Neocatecumenale a Roma.

Queste missio ad gentes, a imitazione delle domus ecclesiae, si riuniscono nelle case, in mezzo ai non battezzati e ai lontani.

 


Communitates in missionem

Nell’incontro con Benedetto XVI nella Basilica di San Pietro, il 10 gennaio 2009, in occasione dei 40 anni della nascita della prima comunità neocatecumenale a Roma, furono inviate dal Santo Padre le prime 15 comunità alle periferie di Roma.

Queste comunità erano disposte a lasciare la loro parrocchia – nella quale avevano terminato l’itinerario neocatecumenale – per andare in missione in zone difficili della periferia, sotto l’invito dei parroci. Aree degradate, con molta violenza, droga, famiglie distrutte, immigrati appena arrivati…

Kiko, presentando questa nuova missione, osservò che il “Cammino si finisce annunciando il Vangelo per il mondo”. “Una delle novità più grandi è che tutta la comunità va in missione. Non vanno alcuni fratelli, va tutta la comunità. È una grazia grandissima e qualcosa di meraviglioso che Dio vi mandi a questa missione. È fantastico poter partire, che il Signore ti dia una missione; morire nella missione, invecchiare nella missione”.

Precisamente, il Papa Francesco nella sua enciclica Evangelii Gaudium parla di una Chiesa “in uscita”, ed esprime la necessità di evangelizzare le periferie territoriali ed esistenziali: “Oggi, in questo ‘andate’ di Gesù, sono presenti gli scenari e le sfide sempre più nuovi della missione evangelizzatrice della Chiesa, e tutti siamo chiamati a questa nuova ‘uscita’ missionaria. Ogni cristiano e ogni comunità discernerà qual è il cammino che il Signore gli chiede, ma tutti siamo invitati ad accettare questa chiamata: uscire dalla propria comodità e osar arrivare a tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo” (Evangelii Gaudium, 20).

Anche la diocesi di Madrid, dove nacque il Cammino, presente in 45 parrocchie con 221 comunità, vive questa esperienza. Nel 2011, l’allora Arcivescovo di Madrid, il Cardinale Antonio Maria Rouco Varela, inviò le prime 10 comunità in missione. L’attuale Arcivescovo della capitale spagnola, il Cardinale Carlos Osoro Sierra, in un incontro del 22 marzo 2015, inviò 8 nuove comunità. A Madrid si conta un totale di 18 communitates in missionem.

Papa Francisco, 5 maggio 2018, ha inviato 25 nuove comunitá in missione in diverse parrocchie di Roma in un incontro internazionale in occasione del 50a anniversario della nascita del Cammino Neocatecumenale a Roma per sostenere e rinforzare la vita cristiana delle comunità parrocchiali più sfavorite.

Tappe del Cammino

Nuova estetica


Iconografía y vitrales

Las pinturas en el Camino Neocatecumenal

Kiko Argüello estudia Bellas Artes en la Academia de S. Fernando de Madrid y en 1959 recibe el Premio Nacional Extraordinario de Pintura. En 1960, junto con el escultor Coomontes y el vidrierista Muñoz de Pablos, funda el grupo de investigación y desarrollo de Arte Sacro “Gremio 62”. Realizan exposiciones en Madrid (Biblioteca Nacional), y representa a España, nombrado por el Ministerio de relaciones culturales, en la Exposición Universal de Arte Sacro en Royan (Francia) en 1960. En Holanda, expone algunas de sus obras (Galería “Nouvelles images”).

 

Corona Mistérica

«Solo una nueva estética salvará a la Iglesia». Las imágenes de esta “corona mistérica” quieren incidir en lo más profundo del espíritu del fiel que la contempla. Tienen como fin ayudar al hombre a elevarse hasta Dios. Estas pinturas actúan en el alma del cristiano como en la Transfiguración, donde los apóstoles percibieron el resplandor de la luz divina sobre el monte Tabor. Al igual que él, escuchan la Palabra de Dios y sobre todo en la liturgia, estas imágenes, de una manera directa, inmediata y más emotiva, quieren ayudar a los fieles a transformarse espiritualmente. San Juan Damasceno, que defendió los iconos frente a la fuerza iconoclasta y que el Papa León XIII lo proclamó Doctor de la Iglesia universal decía: «He visto la imagen humana de Dios y mi alma ha sido salvada».

Que el Santo Rostro de Cristo os ayude a ser testigos de su amor.

Kiko Argüello.

Arquitectura

La arquitectura en el Camino Neocatecumenal

A lo largo de la historia la Iglesia ha percibido siempre este vínculo entre belleza y evangelización y la Iglesia ha sido la más grande comitente de belleza. Todo refleja la belleza de Cristo y la belleza de la comunidad y de la comunión fraterna. La evangelización de los pueblos eslavos se dio en gran parte a través de la belleza de la liturgia, de los iconos y de los cantos. Solamente en estos últimos años también dentro de la Iglesia parece prevalecer una visión funcional que reduce los lugares donde la comunidad vive y se reúne a simples salas de reunión.

Sin embargo, justamente hoy más que nunca es necesario y urgente que las estructuras de la Iglesia se renueven. La respuesta a la aldea global, a la gran ciudad, a la monocultura, es una parroquia que se convierta en “aldea celeste”: un modelo social más humano capaz de abrir espacios para la nueva civilización del amor, una asamblea eucarística que favorezca la participación activa de los fieles, una realidad de comunidad de comunidades con un catecumenium compuesto de salas litúrgicas bellas para las celebraciones en pequeñas comunidades.

En los cinco continentes se pueden encontrar obras diseñadas por Kiko dentro de la nueva estética: Los Seminarios Redemptoris Mater, nuevas parroquias, catecumenium, salones para las celebraciones de las comunidades, etc.

Escultura

La escultura en el Camino Neocatecumenal

Dostoyevski, “La belleza salvará al mundo”. La belleza, como sabéis, es un trascendental del ser, junto al bien y a la verdad. Porque, como dice Santo Tomás, toda la realidad es una, es verdadera, es auténtica. Pero a mí me gusta relacionar la belleza con el placer. La emoción estética, la belleza, nos produce placer, nos hace una emoción. Entonces Dios, de alguna manera, ha creado la naturaleza. Quien ha creado la naturaleza, la ha hecho bella para darnos un placer.

El placer está en relación con el amor. Y es interesante, para mí como pintor, que he estudiado las leyes de la armonía, que todo en la naturaleza está relacionado y está en función de la belleza. No todo es belleza, en un cierto sentido, sino que las leyes de la armonía están en una relación de materia, forma… Es curioso, la ciencia que estudia las relaciones es la matemática, por eso en la armonía hay toda una serie de ecuaciones que son de tipo matemático. Ya en el arte Platón hablaba de la geometría de lo creado y de la matemática. En el arte, sea en la pintura, sea en la escultura, sea en la música, sea en la poesía, todo está en relación, relaciones que son armónicas.

Esta relación matemática que existe entre la armonía, existe también en el tiempo, existe en la música. Es muy importante la música porque nos enseña la belleza en el tiempo. Cada nota valora a la siguiente en el tiempo, en la pintura cada materia valora, cada tersura, cada material, cada diseño, valora al otro. Por ejemplo, la cuarta de Beethooven, comienza con una disonancia. Esto es estupendo. En el tiempo, valorar el tiempo, digamos así que hay… No digamos la poesía, la palabra, la escultura. Por ejemplo, Henry Moore, escultor inglés, ha estudiado los huesos humanos, ha visto que los huesos del hombre… La cavidad del fémur es perfecta. Esa cavidad es perfecta para una función de articulación y al mismo tiempo es estética, al máximo. Hacer una curva estética, bella, es dificilísimo. La curva del cuello de una foca es maravillosa. Como están relacionados los animales, no cualquier curva es estética. Moore coge esas cavidades, las estudia y hace una escultura de curvas, porque a una curva de un cierto tipo le corresponde otra protuberancia de otro tipo para que sea estética, porque todo está en relación.

Digamos así que en la estética hay un profundo secreto, que es el amor.

Kiko ha diseñado muchos objetos para la liturgia: cálices, patenas, incensarios, tapas para la Biblia, ornamentos…, además de muchas esculturas: Sermón de la montaña, S. Juan Pablo II, Jesucristo crucificado, cervatillos, etc.

Libros

El Kerigma. En las chabolas con los pobres

«He querido escribir este pequeño libro sugerido por el cardenal Cañizares, al que le ha parecido importante que dijera algo sobre lo que el Señor ha hecho con nosotros en las chabolas, con los pobres, y también que publicara un kerigma que pueda ayudar, sobre todo por los contenidos y la antropología, al Sínodo sobre la Nueva Evangelización». Kiko Argüello.

Cardenal Cañizares: “Este libro es un verdadero regalo de Dios, que nos anima y alienta en la fe, disipa temores y miedos y nos llena de coraje”.

Cardenal Schönborn: “En esta catequesis está condensado, de manera impresionante, el entero anuncio del Evangelio”.

 

 

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Anotaciones 1988-2014

“Desde hace casi treinta años, he venido escribiendo en cuadernos, de manera esporádica e irregular, y sin una intención determinada, algunos pensamientos, reflexiones, máximas, recuerdos, consideraciones, apuntes, soliloquios plegarias, etc., suscitados en mí durante la misión de evangelización y catequesis a la que me ha llamado el Señor en la Iglesia, junto con Carmen Hernández y el P. Mario Pezzi. Si estas anotaciones ayudan a alguien, bendito sea Dios”.

«Está formado el libro por pequeñas piezas literarias que pueden ser leídas sin conexión con la anterior o la siguiente. Son reflexiones a partir de un acontecimiento, una convivencia o un encuentro; aldabonazos espirituales de anuncio o denuncia; interpelaciones o llamadas a la esperanza en que se siente concernido el lector: a veces son confidencias atrevidas que brotan del alma del autor; en ocasiones son una especie de himnos o salmos, de súplicas ardientes y de vibrante acción de gracias a Dios. Por los datos que contienen los pequeños escritos se puede de alguna forma seguir el hilo histórico desde el año 1988 hasta el 2014. Los une la historia creyente del autor y del Camino Neocatecumenal más que el desarrollo temático, aunque aparecen dispersos muchos contenidos del carisma específico. Es una historia llena de gozos y de sufrimientos; se transparenta la lucha del autor por llevar adelante con fidelidad el encargo recibido de Dios» († Mons. Ricardo Blázquez Pérez, Cardenal Arzobispo de Valladolid).

 

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Diarios 1979-1981

«Llueve, pero el día amanece sereno. Jesús, estoy sorprendida. Gracias. El sufrimiento ha puesto misericordia en mi corazón. Gracias, Jesús. Paz, alegría…». Carmen Hernández, Valle de los Caídos – Madrid, 27 de enero de 1979.

«Cincuenta años sin parar un instante, de viajes, de escrutinios, de visitas a tantas comunidades en Madrid, Zamora, Barcelona, París, Roma, Florencia, Ivrea… Escuchando y escuchando a cada hermano sobre su vida, sus sufrimientos y su historia, iluminándola a la luz de la fe, de la cruz gloriosa de Nuestro Señor Jesús. Pienso que tenéis derecho a conocer el corazón de Carmen, su inmenso amor a Jesucristo. Decía constantemente: “Jesús mío, te amo, te amo. Ven, ven, ayúdame”» (Kiko Argüello).

 

 

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El Camino Neocatecumenal

Palabras de los Papas: Pablo VI, S. Juan Pablo II, Benedicto XVI y Francisco.

Los primeros apóstoles, en pequeños equipos de evangelización, recorrían las sinagogas anunciando la Buena Noticia: Dios ha resucitado a su siervo Jesús, aquel del cual nosotros hemos renegado, pidiendo gracia de un asesino; aquel que murió sin oponer resistencia, sin resistirse al mal, amando a sus enemigos, excusándoles (“perdónales porque no saben lo que hacen”); aquel que ofreció el mal que le infligían -la tortura y la cruz- como prueba de que su amor era más grande que la muerte y que no cesaba de amarles, aunque le quitasen la vida: Dios lo ha resucitado de la muerte y hoy Él está vivo, para perdonar este y cualquier otro delito.

«Nuestro tiempo tiene necesidad de reemprender la construcción de la Iglesia, casi, psicológica y pastoralmente, como si comenzase de nuevo, desde cero, por así decir, a regenerarse» Pablo VI, alocución del miércoles 4 de agosto de 1976.

 

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CANTI DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE

Rivisto per il Centro Neocatecumenale Diocesano di Madrid
Il libro dei canti è stato  editato in diversi colori per differenziare le diverse tappe del Cammino. I salmisti devono scegliere i canti secondo la tappa di Cammino dove si trova la loro comunità ed aspettare che i loro catechisti trasmettano i canti nelle diverse convivenze e passaggi del Camino, così i fratelli potranno capire il senso d’ogni canto.

1º BIANCHI: corrispondono a la tappa del PRECATECUMENATO. 2º GIALLI: canti per le diverse celebrazioni liturgiche, per l’Eucarestia, il CREDO e il PADRENOSTRO, secondo le tappe del Cammino. 3º BLU: corrispondono alla tappa del CATECUMENATO. 4º VERDI: corrispondono alla tappa della ELEZIONE.

Orchestra

La Orquesta Sinfónica del Camino Neocatecumenal
ha sido fundada como servicio del Camino Neocatecumenal a la evangelización
a través de la música.

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