Kiko Argüello

Kiko Argüello

Francisco José Gómez Argüello Wirtz nasce a Leon (Spagna) il 9 gennaio 1939, figlio di José Gómez de Argüello Díaz-Canseco e Pilar Wirtz Suárez-Guisasola, primo di quattro fratelli. All’età di due anni i genitori si trasferiscono a Madrid. Studia nella Scuola Centrale di Belle Arti, presso l’Accademia di San Fernando a Madrid, conseguendo il titolo di professore di disegno. Partecipa a numerose esposizioni e concorsi di pittura in Spagna. Nel 1959 riceve il Premio Nazionale Straordinario di Pittura Giovanile, con il dipinto: “La espera”.

Alla fine degli anni ‘50, vive una crisi esistenziale che lo conduce ad un incontro profondo con Gesù Cristo, portandolo a dedicare la sua vita e la sua arte a Cristo e alla Chiesa, cambiando anche i contenuti della sua arte. L’8 dicembre del 1959, nel primo pomeriggio, mentre si trova in casa dei suoi genitori, sente un impulso a ritirarsi nella sua cameretta per un momento di preghiera e lì percepisce la presenza della Vergine Maria, con in braccio il bambino, che gli affida un messaggio: “Bisogna fare comunità cristiane come la Santa Famiglia di Nazaret, che vivano in umiltà, semplicità e lode. L’altro è Cristo”. Il messaggio lo sorprende e diventerà l’asse portante di tuta la sua vita.

Nel 1960, alla vigilia del Concilio Ecumenico Vaticano II, che segnerà profondamente la sua vita di cristiano e di artista, insieme al P. Aguilar OP, realizza un viaggio per l’Europa, per studiare l’arte sacra e conoscere la relazione tra l’arte cattolica e quella protestante in vista della convocazione del Concilio. Con lo scultore José Luis Alonso Coomontes ed il vetratista Carlos Muñoz de Pablos, forma un gruppo di ricerca e sviluppo dell’Arte sacra, “Gremio 62”, e realizza una serie di esposizioni a Madrid, a Royan (Francia) e a L’Aia (Paesi Bassi)…. La sua vita di questi anni è già segnata dall’apostolato come Professore di Cursillos de Cristiandad.

Ascoltando un discorso di Papa S. Giovanni XXIII che parlava della Chiesa dei poveri ha avuto l’intuizione che il rinnovamento della Chiesa sarebbe venuto dai poveri e così nel 1964 abbandona la sua carriera di pittore e sulle orme di S. Carlo de Foucauld, di vivere la vita occulta di Gesù a Nazaret, decide di andare tra i più poveri, in una baracca di Palomeras Altas, alla periferia di Madrid. Attorno a lui si raccoglie un gruppo di zingari, quinquis, poveri…, questi saranno il nucleo della prima comunità neocatecumenale.

A Palomeras conosce Carmen Hernández che è di ritorno da Israele e che, attraverso il liturgista spagnolo Padre Pedro Farnés, è in contatto con tutta la riforma liturgica del Concilio Vaticano II. Carmen resta molto colpita dalla comunità dei poveri che trova a Palomeras e decide di restare a vivere lì, tra di loro, in una baracca poco distante.

Su richiesta degli stessi poveri con cui vivono, Kiko e Carmen cominciano ad annunciare il Vangelo di Gesù Cristo e, a poco a poco, col passare del tempo il Signore li portò a fare una sintesi teologico-catechetica, basata sulla Parola di Dio, sulla Liturgia e la Comunità, per condurre le persone alla comunione fraterna e ad una fede adulta.

Questo nuovo itinerario di iniziazione cristiana suscita l’interesse dell’Arcivescovo di Madrid, Mons. Casimiro Morcillo. Egli ne viene a conoscenza perché il 28 agosto 1965, un ordine del governo manda la Guardia Civil a demolire le baracche di Palomeras Altas. Kiko chiama allora in aiuto l’Arcivescovo che ferma la demolizione, vede ciò che Kiko e Carmen stanno facendo tra i poveri e li incoraggia a portare questa esperienza di evangelizzazione in altre parrocchie di Madrid. E così iniziano anche a Zamora e ad Avila (1965-67).

Ad Avila conosce il servo di Dio Mons. Dino Torreggiani, fondatore dei Servi della Chiesa, che li invita a andare a Roma. Nel 1968 vanno a Roma, con una lettera dell’Arcivescovo di Madrid, Mons. Casmiro Morcillo per il Vicario del Papa, Card. Angelo Dell’Acqua. Qui Kiko inizia la sua missione nelle baracche del Borghetto Latino. Tra settembre e novembre, a Roma, Kiko e Carmen, accompagnati dal Presbitero Don Francesco Cuppini, dopo aver ricevuto il permesso dal Car. Vicario, fanno catechesi e nasce la prima comunità neocatecumenale nella Parrocchia dei Santi Martiri Canadesi.

Tutta questa passione per l’evangelizzazione che Kiko e Carmen portano avanti, sempre accompagnati da un Presbitero – Padre Francesco Cuppimi, fino al 1971, poi Jesús Blazquez, un presbitero spagnolo, e dal 1971 per le catechesi in Italia e dal 1982 in maniera stabile, Padre Mario Pezzi –, va raccogliendo attorno a Kiko e Carmen, presbiteri, coppie e single che si sentono chiamati come itineranti e si rendono disponibili ad andare in qualunque parte del mondo, dove ci sono richieste di catechesi, a portare la stessa modalità di iniziazione cristiana.

Iniziano una intensa attività catechetica, con il desiderio di portare il rinnovamento del Concilio Vaticano II nelle Parrocchie e si struttura, a poco a poco, come un itinerario di iniziazione cristiana post-battesimale. Dopo l’ascolto di un annuncio e delle catechesi, e si mettono “in cammino” in una comunità neocatecumenale per riscoprire, per tappe il sacramento del battesimo. Piccole comunità, come la Sacra Famiglia di Nazaret, che desiderano vivere in umiltà, semplicità e in uno spirito di lode, dove l’altro è Cristo. Le Comunità non nascono per volontà di associati, ma da quanti, al temine di due mesi di catechesi kerygmatiche, si sentono chiamati ad un cammino di crescita graduale e progressiva del germe del loro Battesimo: un cambio esistenziale della vita, con una gestazione alla vita divina in noi. Così, come nella Chiesa primitiva, i cristiani attraverso un cammino di gestazione alla fede, rendono visibile in una comunità l’opera di salvezza che Dio sta facendo in loro; una comunità, Corpo di Cristo Risorto, che va facendo presente l’amore e l’unità: i segni che possono attirare i pagani alla fede. Questa è una modalità di attuazione del Concilio Vaticano II e di quanto il Concilio si attendeva quando presentava la Chiesa come luce, sale e lievito. Una modalità che aiuta la parrocchia profeticamente a passare da una pastorale fondata sui sacramenti ad una pastorale di evangelizzazione. In una società secolarizzata le comunità neocatecumenali vivono nella Chiesa, Popolo di Dio, come sacramento di salvezza, come luce in mezzo alle nazioni.

Il temperamento artistico di Kiko, la sua esperienza esistenziale e la sua formazione come catechista nei Cursillos de Cristiandad, insieme alla preparazione teologica di Carmen, alla sua passione per l’evangelizzazione e alla conoscenza del movimento di rinnovamento del Concilio Vaticano II, saranno le basi del Cammino Neocatecumenale.

Quest’opera riceve la sua prima benedizione ufficiale durante l’Udienza dell’8 maggio 1974, con le parole del Papa, S. Paolo VI: “«Quanta gioia e quanta speranza ci date con la vostra presenza e con la vostra attività!»“, e una conferma molto preziosa durante l’udienza del 12 gennaio 1977, con l’allocuzione del Papa interamente dedicata al Cammino Neocatecumenale; al termine dell’udienza il Papa riceve privatamente Kiko e Carmen e a Kiko dice: “Sii umile e fedele alla Chiesa e la Chiesa ti sarà fedele”, e a Carmen, inginocchiata davanti a lui, pone la mano sulla testa.

Kiko e Carmen, sempre molto attenti e fedeli al Magistero della Chiesa, dopo il Discorso di S. Giovanni Paolo II al VI Simposio del Consiglio delle Conferenze d’Europa (11 ottobre 1985) che chiamava la Chiesa ad una “Nuova Evangelizzazione”, si sentono spinti, da una parte, a dare inizio nel 1986 a una nuova modalità di evangelizzazione, convocando le famiglie, con i loro figli e, dall’altra, ad aprire Seminari, che siano Diocesani e Missionari, internazionali, che riceveranno il nome di Redemptoris Mater. Il 14 febbraio 1988, con l’appoggio del Santo Padre, il Card. Vicario Ugo Poletti, erige a Roma il primo Seminario Diocesano Missionario Redemptoris Mater.

Oggi ci sono 116 Seminari Diocesani Missionari nei 5 continenti, con più de 3000 presbiteri già ordinati. Sono instancabili viaggi missionari, con le numerose comunità sorte in tante nazioni e anche con incontri di moltitudini di giovani sia per suscitare vocazioni alla vita sacerdotale e religiosa, sia per coinvolgere e chiamare le famiglie stesse, con i loro figli, ad offrirsi all’evangelizzazione del mondo di oggi.

Un dono particolare viene poi fatto al Cammino il 30 agosto 1990, con la Lettera “Ogniqualvolta”, indirizzata a Mons. Paul Josef Cordes, incaricato “ad personam” per le Comunità Neocatecumenali: Papa San Giovanni Paolo II riconosce il “Cammino Neocatecumenale come un itinerario di formazione cattolica, valida per la società e per i tempi odierni”.

E due passi formali e decisivi verranno compiuti nel 2002, con il Decreto di Approvazione “ad experimentum” dello Statuto del Cammino Neocatecumenale, da parte del Pontificio Consiglio dei Laici, su incarico del Papa, San Giovanni Paolo II, e nel 2008 (11 maggio, solennità di Pentecoste), e l’approvazione definitiva del Cammino, confermata da Papa Benedetto XVI, come una “modalità di attuazione diocesana dell’Iniziazione cristiana” (Statuti, art. 1,2). A cui seguirà il 26 dicembre 2010, anche l’approvazione ufficiale del “Direttorio del Cammino Neocatecumenale”, cioè dei testi delle catechesi di Kiko e Carmen che accompagnano l’itinerario neocatecumenale. A questo seguirà poi l’8 gennaio 2012 l’approvazione delle Celebrazioni del Direttorio Catechetico e nel 2014 la conferma di Papa Francesco, attraverso la Segreteria di Stato, della prassi liturgica e degli Statuti del Cammino Neocatecumenale.

Kiko, su invito del Santo Padre, ha partecipato come uditore a vari Sinodi:
  1. Nel 1983 al Sinodo su La penitenza e la riconciliazione nella missione della Chiesa;
  2. Nel 1987 al Sinodo su La vocazione e la missione dei laici nella Chiesa e nel mondo;
  3. Nel 1999 alla II Assemblea speciale del Sinodo dei Vescovi per l’Europa;
  4. Nel 2005 alla XI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi, sull’Eucaristia;
  5. Nel 2008 alla XII Assemblea Ordinaria del Sinodo dei Vescovi su La Parola di Dio;
  6. Nel 2012 al Sinodo su La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana.

Inoltre, nel 1990 il Papa San Giovanni Paolo II lo ha nominato consultore del Pontificio Consiglio per i Laici, con durata di 5 anni; la nomina è stata rinnovata nel 1996 e nel 2001; nel 2008 è stata confermata da Papa Benedetto XVI; e nel 2014 da Papa Francesco: cioè dal 1990 a 2019 forma parte del Dicastero per i Laici.

Nel 2011 Papa Benedetto XVI lo ha nominato consultore del Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione, con durata di 5 anni.

Gli interventi di Kiko, in occasione della consegna dei Dottorati e degli interventi ai Sinodi sono stati un’occasione per dire tutta la ricchezza teologica, oltre che spirituale, dell’opera che il Signore ha voluto suscitare e riproporre la missione della famiglia nella Chiesa, l’annuncio del kerygma nella nuova evangelizzazione, una nuova estetica nella Chiesa, suscitare rapporti di amicizia con il Popolo ebraico alla luce di “Notra aetate”; o ancora: la missione sacerdotale dei fedeli cristiani, la centralità dell’Eucaristia e della Parola di Dio nell’Iniziazione e nella formazione cristiana, l’urgenza della trasmissione della fede ai figli, la necessità di riscoprire il vero volto della Parrocchia ed in essa l’attenzione che la Chiesa tutta è chiamata a dare alle Nuove Realtà Ecclesiali, il Camino Neocatecumenale, un cammino di Iniziazione Cristiana nelle e per le parrocchie…

Alla chiamata fatta a tutta la Chiesa da S. Giovanni Paolo II alla nuova evangelizzazione nel 1985, Kiko e Carmen rispondono facendo chiamate alle famiglie, con i loro figli: sono nate così le “missio ad gentes”, nuclei familiari (genitori e figli) che vanno a vivere in zone che hanno bisogno di una presenza e di una testimonianza cristiana, chiamate dagli stessi vescovi che affidano ad esse, accompagnate da un presbitero, una vera e propria “missio”. Oggi sono presenti in 64 Nazioni, dove si sono formate 220 missio ad gentes, e grazie all’attenzione voluta da Papa Francesco alle periferie, specie delle grandi città, hanno risposto invitando intere comunità, che hanno finito l’itinerario neocatecumenale, ad offrirsi alla missione, ad uscire dalla propria parrocchia e a recarsi in un’altra, là dove il Vescovo o il Parroco chiedono una presenza cristiana: diverse “Communitates in missionem” sono state così inviate alle periferie di Roma, di Madrid e di tante altre città.

Ricreare oggi un cammino di iniziazione cristiana, che da una parte raccolga tutta la ricchezza del Catecumenato antico e dall’altra si radichi nella società e nella Chiesa odierna, attento a tutto il rinnovamento voluto dal Concilio, richiede una grazia e delle capacità veramente geniali, di cui il Signore ha fatto dono a Kiko e Carmen che, insieme alla sintesi teologico-catechetica, spazia dagli spazi ed elementi liturgici, alla pittura, alla musica…

Il Signore suggerisce innanzitutto a Kiko di ripensare lo spazio celebrativo adatto alla comunità: una nuova estetica che dalla comunità si va estendendo a tutta la parrocchia, ad un nuovo modello di parrocchia. Recupera così l’assemblea liturgico: studiando i battisteri della Chiesa antica, costruisce al centro dello spazio liturgico la vasca battesimale che permetta il battesimo per immersione – come segno più proprio di ciò che questo sacramento celebra e secondo le indicazione del Concilio –, colloca la mensa in posizione più centrale e sulle pareti che la circondano, crea e dipinge una “corona misterica”, quadri pittorici che fanno presenti i grandi misteri della storia della salvezza, secondo il canone della Chiesa ortodossa, pitture alle quali applica anche i canoni e le sue conoscenze dell’arte moderna. Per tutta quest’opera si avvale anche della collaborazione di altri architetti e pittori, creando proprio attorno a sé una vera scuola.

Insieme agli spazi liturgici, perché le comunità possano intraprendere questo cammino graduale di formazione e possano partecipare pienamente alla Liturgia, Kiko mette in musica tanti salmi ed altri brani della Sacra Scrittura, come anche inni della Chiesa primitiva, o poemi di autori spirituali, o anche tratti dai suoi scritti.

C’è ancora un’altra nota importante da sottolineare e che dice tutto il rapporto di ascolto creativo che Kiko e Carmen hanno dato al Magistero del Papa: nel discorso alla Curia Romana, il 21 dicembre 2009, Papa Benedetto, lancia l’idea di un “Cortile dei Gentili” per creare uno spazio di dialogo aperto a tutti, credenti e non credenti, davanti alle sfide contemporanee: Kiko vi risponde fondando l’Orchestra Sinfonica del Cammino Neocatecumenale e componendo nel 2010 una sinfonia: “La Sofferenza degli innocenti”, una composizione musicale, che in un modo celebrativo e catechetico, presenta la sofferenza degli innocenti, eseguita in tutto il mondo: nei principali teatri, sale da concerto, piazze e cattedrali: Gerusalemme, Roma, Madrid, New York, Chicago, Budapest, Tokio, Berlino, Lublino, Auschwitz… E nel 2023 compone una 2a sinfonia, in tre tempi, intitolata: “El Mesias”. Le due sinfonie sono state eseguite insieme domenica, 1° giugno 2025, nell’Auditorio “Parco della Musica Ennio Morricone” di Roma, nella Sala Santa Cecilia, in occasione del Giubileo delle Famiglie. L’opera verrà poi eseguita anche nella Moschea-Cattedrale di Cordoba, a Oviedo e nella Cattedrale di Toledo.

Tutto questo è stato suscitato dallo Spirito Santo per rispondere all’urgenza dell’evangelizzazione del mondo moderno, secondo le indicazioni dei Papi e del Concilio.

Possiamo ora dedicare in dettaglio un po’ di attenzione a tutta quest’opera suscitata dallo Spirito Santo.

Architettura e Pittura

Kiko Argüello, insieme a Carmen Hernández, sulla scia del Concilio, offre un rinnovamento completo: dall’architettura all’iconografia, dagli spazi celebrativi e di incontro tra le persone, quello che lui ha chiamato Catecumenium, con tutti i segni, così come già si va configurando nel Cammino, cioè la Presidenza, l’Ambone, la Mensa al Centro, il Fonte Battesimale…

Così troviamo l’opera artistica di Kiko in diverse parrocchie:

–  La Paloma (Madrid)

–  San Bartolomeo in Tuto a Firenze

–  Santa Catalina Labouré (Madrid)

–  Sacra Famiglia (Oulu – Finlandia)

–  Cattedrale di Nostra Signora di Arabia – Bahréin

In altre chiese/parrocchie, dipinge cicli pittorici, con “Corone misteriche” e “Retabli”, finalizzate ad esaltare le feste liturgiche, secondo la tradizione orientale.

–  Cattedrale di Madrid (abside e cappella Nuestra Sra. del Camino)

–  Fresco Parrocchia Santiago (Ávila)

–  A Roma: Cripta e sala Parrocchia dei Santi Martiri Canadesi, Santa Francesca Cabrini, S. Luigi Gonzaga, Natività

–  Sala Liturgica nella Parrocchia San Frontis (Zamora)

–  A Madrid: Chiesa e sala de Ntra Sra. del Tránsito, S. José, S. Sebastián, La Paloma, [MR1.1]S. Roque

–  Sala Parrocchia Buone Nouvelle (Parigi)

Insieme alla scuola pittorica, da lui creata, realizza diversi cicli pittorici:

–  Parrocchia Santissima Trinità (Piacenza)

–  Parrocchia S. Giovanni Battista (Perugia)

–  Parrocchia Santísima Trinidad, (S. Pedro del Pinatar Murcia)

–  Parrocchia S. Massimiliano M. Kolbe (Roma)

–  Chiesa S. Francesco Saverio (Shangai – Cina)

–  Parrocchia El Pilar (Valdemoro – Madrid)

–  Parrocchia Vergine della Salute al Poetto (Cagliari)

–  Chiese di Troina, Mestre, Verona, ecc.

–  Chiesa Monastero Carmelita S. José (Mazarrón-Murcia)

Centri Neocatecumenali

Oltre alle chiese e alle sale liturgiche delle parrocchie, crea centri neocatecumenali e case per le convivenze: luoghi d’incontro tra i catechisti del Cammino, i fratelli e le diocesi:

Centro Neocatecumenale di Madrid e Roma

Centro Neocatecumenale Servo di Yahvé (Porto San Giorgio), luogo d’incontro e d’invio dei missionari itineranti alle nazioni. Nel 1988 San Giovanni Paolo II celebrerà l’Eucarestia e invierà le prime famiglie in missione. In questo centro, crea il primo Santuario della Parola, luogo per lo studio e lo scrutinio delle Scritture, decorato con una originale vetrata.

Centro Internazionale “Domus Galilaeae”, sul Monte delle Beatitudini in Terra Santa. Accogliendo l’intuizione di Carmen Hernandez di erigere un centro di formazione per i presbiteri e i catechisti in Terra Santa, crea e costruisce la Domus Galilaeae. S. Giovanni Paolo II – che visiterà e benedirà i lavori di questa casa nell’anno 2000 – si augurava che questa casa “potesse favorire una approfondita formazione religiosa ed un proficuo dialogo tra ebraismo e Chiesa Cattolica”. Prova di tutto questo sono le migliaia di visite sia di ebrei che di palestinesi – che restano colpiti della bellezza ze dell’accoglienza della Casa – nonché convivenze internazionali di vescovi e anche di rabbini.

Case di convivenze e centri neocatecumenali in diversi paesi dell’America Latina, Africa, Europa.

Seminari Redemptoris Mater

Il Signore ispira a Kiko e Carmen la necessità di aiutare la Chiesa in questo rinnovamento erigendo, insieme a S. Giovanni Paolo II, il primo Seminario Diocesano Missionario Redemptoris Mater a Roma, seguito poi da altri Vescovi, che apriranno un Seminario Redemptoris Mater nelle loro Diocesi, fino a 116. Kiko disegna il modello architettonico di molti di questi seminari:

Seminario Redemptoris Mater di Macerata

Seminario Redemptoris Mater di Medellín (Colombia)

Seminario Redemptoris Mater di Brasilia (Brasile)

Seminario Redemptoris Mater di Varsavia (Polonia)

Seminario Redemptoris Mater di Managua (Nicaragua)

Seminario Redemptoris Mater di Galilea. A presiedere questo luogo, significativo è il gruppo scultoreo di Cristo con gli apostoli

Seminario Redemptoris Mater di Denver (USA)

Seminario Redemptoris Mater di Avignon (Francia)

Seminario Redemptoris Mater di Costa Rica

Chiesa dei Seminari Redemptoris Mater di Roma e Madrid

Altre discipline artistiche

Oltre a queste opere di architettura, pittura e scultura Kiko si occupa di altre discipline artistiche: vetrate, arazzi liturgici e oggetti di oreficeria come croci, calici, copri-bibbie, evangeliari, ecc., sempre nella prospettiva di servire la comunità cristiana nel suo percorso di fede.

–  Vetrate nella Cattedrale di Madrid (Spagna)

–  Vetrate nel Centro Internazionale Porto S. Giorgio (Italia)

–  Vetrate nei seminari di Roma, Madrid

–  Vetrate nella Domus Galilaeae (Israele).

Vogliamo anche far presenti in particolare due pubblicazioni:

“Il Kerigma, nelle baracche con i poveri”, San Paolo, 2012: con la presentazione del Card. Antonio Cañizares, Prefetto della Congregazione del Culto Divino e del Card Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna: dove si racconta l’esperienza di Kiko fra i poveri e l’annuncio del kerigma. Pubblicato in spagnolo, italiano, portoghese, francese, inglese, tedesco, giapponese, ungherese, polacco, russo, arabo, coreano, cinese.

– “Annotazioni – 1988-2014”, con presentazione del Card. Ricardo Blazquez, Presidente della Conferenza Episcopale Spagnola – Cantagalli, 2016: una raccolta di poemi e di preghiere intime dello stesso Kiko. Pubblicato in: spagnolo, italiano, portoghese, francese, inglese, croato, tedesco, olandese, russo e polacco.

Riconoscimenti pubblici ricevuti da Kiko:

– Premio del Ministero del Turismo di Israele per il suo costante impegno nel portare cristiani di tutto il mondo in Terra Santa (Gerusalemme 2005).

– Il Dottorato “honoris causa”, conferitogli dal Pontificio Istituto Giovanni Paolo II, per la “piena valorizzazione della famiglia come soggetto ecclesiale e sociale, in piena consonanza con la dottrina di Giovanni Paolo II, per l’accoglienza senza riserve dell’Enciclica profetica di Paolo VI Humanae Vitae da parte delle famiglie del Cammino e per aprire nella famiglia una liturgia domestica per trasmettere la fede alle nuove generazioni (Roma 2009).

– Il Dottorato honoris causa in teologia da parte dell’Università Cattolica di Lublino (Polonia) per aver “iniziato una formazione spirituale post-battesimale che, attraverso una iniziazione cristiana, porta in tutto il mondo un’azione evangelizzatrice” (Lublino 2013).

– Il Dottorato honoris causa in teologia, conferitogli – insieme a Carmen – dalla Catholic University of America, per essersi distinti nella loro dedizione verso i poveri, che ha portato tante persone alla comunione con Cristo e alla fede cattolica” (Washington DC 2015).

– Il dottorato Honoris Causa, conferito a Kiko Argüello, insieme al Rabino David Rosen, da La Universidad Francisco de Vitoria di Madrid, per il suo contributo al dialogo giudeo-cristiano (2021);

– La Medaglia “Per Artem ad Deum”, consegnatagli dall’Associazione Sacraexpo (Polonia), con il patrocinio del Dicastero per la Cultura e l’Educazione (2024), per il contributo spirituale che dato attraverso la sua arte.

– La Cittadinanza Onoraria del Comune di Porto Saan Giorgio (Fermo, Italia) per aver dato alla Città, con il Centro Internazionale Servo di Jahvé, una visibilità internazionale.

– Premio periodistico “Religion en Libertad” 2025: premio Speciale dell’Anno 2025 a Kiko Argüello per il suo grande impegno di evangelizzazione.

Pur nella genialità dell’opera artistica di Kiko in favore della Chiesa, nel suo breve intervento in occasione della Medaglia “Per artem ad Deum”, egli ha sottolineato che “Cosa molto più importante di tutta la mia opera artistica, è stato aprire un Cammino di Iniziazione Cristiana in tutta la Chiesa, che sta aiutando tante famiglie e tanti giovani. Questo sì che è un’opera d’arte!”.